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Festa Democratica di Scandicci PDF Stampa E-mail

17 GIUGNO • 11 LUGLIO 2010

La Festa Democratica di Scandicci rappresenta ormai da anni uno degli
appuntamenti più importanti e partecipati della nostra città.
Il mix che proponiamo è quello consolidato: le prelibate portate del ristorante
e della pizzeria, il bar-dolceria della Casa del Popolo di Vingone, la pista da
ballo più grande della Provincia gestita dalla Casa del Popolo di Casellina, il
bar dei Giovani Democratici e il palco polivalente sul quale, giorno dopo giorno, si alterneranno band musicali e un denso programma di dibattiti politici.
Sperando che anche la Festa Democratica del 2010 possa esservi gradita, vi do un caro benvenuto e vi auguro di passare delle piacevoli serate insieme a noi.

Marco Gamannossi_Segretario Comunale PD

 
Enrico Rossi è il nuovo Presidente della Toscana PDF Stampa E-mail


Il neo Presidente: "Il lavoro ha pagato, affrontando i problemi e avanzando proposte. Un motivo in più per sentirmi il presidente di tutti i toscani”.

“Il risultato che si profila in Toscana spicca nel panorama nazionale e ci dice che il nostro lavoro ha pagato. Sono le prime parole di Enrico Rossi davanti ai risultati delle elezioni regionali toscane, quando lo scrutinio è giunto oltre la metà del totale dei seggi.

“In un momento in cui la politica è in difficoltà – ha detto Rossi – mi sembra che il modo in cui ho cercato di fare campagna, affrontando i problemi e avanzando proposte per risolverli, sia stato apprezzato e abbia anche superato gli steccati degli schieramenti politici. E’ un motivo in più per essere e sentirmi il presidente di tutti i toscani.

Poi una sottolineatura sui risultati, ormai consolidati, in arrivo da Prato. Il risultato di Prato mi rende molto contento: il centrosinistra torna ad essere maggioranza ed è bello poterlo dire. Personalmente ci ho messo la faccia e credo che anche questo abbia pagato. Sono sicuro – ha aggiunto Rossi – che con il sindaco di Prato ci sarà modo di lavorare insieme per il bene della città”.

Sul dato dell’astensionismo, Rossi ha detto che “è difficile chiamare i cittadini al voto ogni anno” e ha avanzato la proposta di “riallineare almeno il voto amministrativo e quello regionale: un punto su cui mi impegno fin d’ora a lavorare anche nella conferenza delle Regioni”.

Il dettaglio dei risultati sul sito della Regione
I risultati nel Comune di Scandicci

 
Sì alle regole, no ai trucchi PDF Stampa E-mail
Dopo le leggi ad personam per tutelare interessi privati del premier, ecco che si fanno le leggi su misura per le liste regionali del Pdl per sanare i pasticci provocati dai loro dirigenti locali.
Il trucco c’è e si vede. E il Quirinale non c’entra: “Lasciamo fuori il Presidente Napolitano. Non è il suo mestiere entrare nel merito dei decreti. Il governo ha la responsabilità di questo decreto. E' a lui che bisogna rivolgersi” ha affermato Pier Luigi Bersani, a Genova per l'apertura dalla campagna elettorale.

Per questo i partiti di centrosinistra dopo le iniziative di oggi a Roma, Milano, Torino annunciano per sabato prossimo una manifestazione nazionale a Roma, mentre i capigruppo del PD al Senato e alla Camera annunciano l’ostruzionismo su tutti i provvedimenti governativi.
Il segretario del Partito Democratico, Pier Luigi Bersani, nel primo pomeriggio annuncia la convocazione per domenica sera alle 20.30 del coordinamento politico presso la sede del partito in via Sant’Andrea delle Fratte. Intervistato in Liguria prima dell’intervento di apertura della campagna elettorale per le regionali spiega come “a partire da oggi faremo una mobilitazione anche nelle sedi giurisdizionali, i Tar sono ancora aperti, faremo una mobilitazione mi auguro fino alla Corte Costituzionale”. Ma nessun ritiro dalla competizione elettorale da parte del centro sinistra, come viene chiesto sul web e su alcuni giornali “perché con l'Aventino non abbiamo mai risolto niente. Capisco la scossa e il turbamento, soprattutto nella situazione del Lazio perché la soluzione trovata è incredibile, tre volte incredibile. Detto questo, con l'Aventino non abbiamo mai risolto niente”.

Il decreto pubblicato in Gazzetta è un vero e proprio condono, un provvedimento che serve solo a occultare gli errori e le divisioni, a sanare il vero e proprio pasticcio combinato da una destra che pensa di vincere calpestando le regole. Contro il decreto il Pd e l’intero centrosinistra promuovono una manifestazione nazionale a Roma, che si svolgerà sabato prossimo nel pomeriggio. Contro la destra dei sotterfugi e degli imbrogli la parola d’ordine sarà: per vincere, sì alle regole, no ai trucchi.

Lo facciamo perché “il governo ha intera la responsabilità di aver consumato un ultima violazione delle regole democratiche – come ha dichiarato Rosy Bindi, presidente dell’Assemblea nazionale del Pd - si vogliono coprire le divisioni, i malumori, le inadeguatezze del centrodestra e si trucca la partita elettorale per vincere, costi quel che costi. Non accettiamo questa arroganza del potere che calpesta i principi della democrazia e mette a rischio i fondamenti della convivenza civile. Mobiliteremo tutti i democratici del Paese, e anche tra gli elettori del centrodestra sono tanti quelli che oggi sono le prime vittime di una classe dirigente di irresponsabili e di azzeccagarbugli. Il voto di marzo sarà anche l’occasione per far vedere che si sta allargando il divario tra il centrodestra e il sentire profondo degli italiani”.

Mentre in Parlamento sarà ostruzionismo su ogni provvedimento come annunciano in una lettera inviata dai presidenti dei Gruppi Pd di Senato e Camera , Anna Finocchiaro e Dario Franceschini a Schifani e Fini. Poche righe per annunciare la linea dura: “Signori Presidenti, è nostra opinione che il decreto legge ieri approvato dal Governo in materia elettorale rappresenti un gravissimo precedente nella storia repubblicana. È evidente che questo atto avrà immediate conseguenze sul nostro atteggiamento parlamentare. Abbiamo ritenuto doveroso informarVi preventivamente”.
Sarà il blocco dell'attività parlamentare. Primo passo alla Camera, l'iscrizione a parlare di numerosi deputati nella discussione sull'Agenzia per i beni sequestrati alla mafia in calendario lunedì. Stesso discorso per il voto finale sulla conversione del decreto sugli Enti locali, per non parlare dello stesso decreto interpretativo sulle regionali il cui iter prenderà il via proprio da Montecitorio. A finire sotto la "tagliola" del blocco del Pd, invece, al Senato sarà primo tra tutti il legittimo impedimento, atteso a palazzo Madama da martedì prossimo.

Di Pietro straparla di impeachmente, il PD è con Napolitano. Che risponde ai cittadini sul sito del Quirinale.
Il leader dell'Italia dei Valori Antonio Di Pietro chiede l'impeachment del capo dello Stato per aver firmato il provvedimento. Ma chi se la prende con il Presidente Napolitano per l’abuso di potere perpetrato dal Consiglio dei ministri di ieri sera per aggirare la normativa elettorale, sbaglia clamorosamente bersaglio, come ricorda il vicepresidente vicario del Parlamento europeo, Gianni Pittella: “Il Capo dello Stato non può impedire al Parlamento di legiferare o al governo di decretare, ma è chiamato a verificare il profilo di costituzionalità delle norme, non quello della scorrettezza e della protervia politica, altrimenti si macchierebbe dello stesso abuso dell'esecutivo”.

"Di fronte all'enorme gravità di questo decreto di esclusiva responsabilità della destra, la cosa più sbagliata che si possa fare è attaccare il capo dello Stato" dichiara l’ex segretario del PD, Walter Veltroni.

“La piena responsabilità politica è e rimane del governo – sottolinea Pittella - che sta utilizzando gli strumenti d’intervento in suo possesso ancora per cambiare le carte in tavola a suo favore e per sfuggire alle norme; questa volta stiamo assistendo a un imbroglio per coprire le conseguenze di faide interne e di comportamenti approssimativi nel Pdl della Lombardia e del Lazio che segnalano una ben più preoccupante incapacità di governare”.

David Sassoli, capo della delegazione Pd al Parlamento europeo nota come “Il Capo dello Stato ha spiegato bene le ragioni che lo hanno portato a firmare il decreto. Il governo invece non ha saputo far altro che entrare a piè pari nella competizione elettorale. Ha ragione Emma Bonino che chiede una grande riflessione sullo stato della democrazia nel nostro Paese. Ma ora la prima risposta deve essere quella di battere Berlusconi nel confronto elettorale nelle Regioni”.

Insomma il centrodestra ha mostrato ancora una volta di essere tanto arruffone quanto arrogante, battiamolo con l'arma del voto.
 
Contro la scuola dei tagli PDF Stampa E-mail

per il futuro delle nuove generazioni

Giovedì 4 marzo 2010, ore 21.00
Casa del Popolo di Vingone
via Roma, 166 - Scandicci

Ne discutiamo insieme con:

  • On. Manuela Ghizzoni
    Parlamentare e capogruppo del PD nella Commissione “Cultura, Scienza e Istruzione” della Camera
  • Irene Parlagreco
    Dirigente Amministrativa dell’Istituto Comprensivo Scandicci I
  • Sandro Fallani
    Assessore alla Pubblica istruzione del Comune di Scandicci
 
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